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Dipartimento Scienze Infermieristiche

Scarica il Dossier Dipartimento Scienze Infermieristiche 28-10-2012

 

LAVORI DELLA COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE

 

Il Dipartimento Scienze Infermieristiche plaude all’iniziativa della Corte di Giustizia Popolare tesa a risolvere le criticità che ancora oggi limitano il diritto alla salute del cittadino e riconosce che per quanto riguarda la qualità delle tecniche di terapia endovenosa essa è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni ma vi è ancora molto da fare.  

 

ANALISI DELLE CRITICITÀ

  1. Il punto di vista dei pazienti
  2. Il punto di vista legale
  3. Selezione del corretto Accesso Venoso Centrale (PICC - CVC)
  4. PICC (Cateteri intravascolari periferici) per la terapia infusionale: costo efficacia
  5. PICC, CVC e terapia infusionale
  6. La gestione corretta del PICC
  7. PICC nel paziente in terapia domiciliare: gestione
  8. L’assenza cronica dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)
  9. Problematiche dell’assistenza domiciliare
  10. Criticità nella gestione e organizzazione della sala operatoria
  11. Varie ed eventuali

 

SOLUZIONI E SOSTENIBILITÀ: SINTESI

Le principali criticità evidenziate sono relative alla perdurante mancanza di conoscenza degli accessi venosi da parte della maggioranza degli operatori sanitari alla quale potrebbe essere posto rimedio con un opportuno programma formativo da iniziare già durante il corso di laurea in medicina e in infermieristica.

Altro punto essenziale è rappresentato dalla disomogeneità delle tecniche utilizzate su tutto il territorio nazionale che dovrebbe essere risolta dall’adozione di protocolli operativi basati sulle linee guida internazionali e sottoposti poi a controlli periodici sulla base di misuratori omogenei di qualità precedentemente stabiliti .

La terapia endovenosa ha un enorme impatto sulla qualità di vita dei pazienti e sul risultato terapeutico. Richiede quindi una grande competenza che potrebbe essere raggiunta più facilmente creando dei team specialistici dedicati agli accessi vascolari composti da medici ed infermieri.

Ostacolo alla creazione di tali figure è la pressoché totale ignoranza dei costi legati alla terapia endovenosa ed alle sue complicanze. E’ necessario procedere ad un’analisi accurata di tali costi per praticare le giuste scelte.

Allo stesso modo, parte degli sprechi è legato al frequente affidamento di responsabilità nella scelta dei dispositivi da accesso vascolare a figure incompetenti in materia chiamate a far parte delle commissioni tecniche nel caso di appalti pubblici. Anche in questo caso la creazione di un team specialistico risolverebbe il problema.

Sempre legato al problema dei costi vi è la necessità di continuità nella qualità assistenziale tra ospedale e territorio visto che spesso quanto fatto di buono in termini di accessi vascolari in ospedale viene poi vanificato dalla impreparazione del personale operante a domicilio o nelle strutture protette che quindi andrebbe opportunamente formato.

Il problema di una mancata e corretta analisi dei costi determina anche una errata allocazione delle risorse che causa sprechi ancor più  insostenibili in tempi economicamente difficili come quelli attuali.

Infine ancora oggi, nonostante l’obbligo al consenso informato, riteniamo che sia dato poco spazio alle informazioni date al paziente, al bisogno di chiarire gli aspetti procedurali legati al consenso informato  che potrebbe almeno in parte essere risolto standardizzando il modulo di richiesta che non risolverebbe completamente il problema ma almeno ne faciliterebbe la soluzione.

Il Dipartimento di Scienze Infermieristiche sarebbe lieto di poter proseguire nel lavoro appena intrapreso di approfondimento sulle criticità legate alla terapia endovenosa ed alla loro soluzione.    

 

Primo Congresso Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute

Montesilvano (Pescara), 27-28 ottobre 2012

 

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