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Dipartimento Area Metabolica – Diabete

Scarica il Dossier Dipartimento Area Metabolica - Diabete 28-10-2012  

 

LAVORI DELLA COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE  

 

ANALISI DELLE CRITICITÀ ANNO 2012

• Il punto di vista dei pazienti

• Il punto di vista legale

• Evidenziare l’impatto sociale, economico e clinico del diabete

• Sostenere “il manifesto dei diritti della persona con diabete”

• Eliminare le carenze nella legislazione corrente

• Assicurare l’accesso ai presidi

• Garantire l’accesso ai farmaci innovativi

• Assicurare un team di cura multidisciplinare

• Gestire e prevenire le complicanze invalidanti

• Assicurare una corretta gestione del diabete in gravidanza

• Dare un ruolo dell’educazione terapeutica

• Fornire supporto psicologico alla persona con diabete

• Promuovere la prevenzione attraverso i corretti stili di vita

• Diabete: aderenza alla terapia

• Varie ed eventuali  

 

SOLUZIONI E SOSTENIBILITÀ: SINTESI

1. Diritti della persona con diabete I diritti di coloro che hanno il diabete sono gli stessi diritti umani e sociali delle persone senza diabete. I diritti comprendono la parità di accesso all’informazione, all’educazione terapeutica, al trattamento del diabete e alla diagnosi e cura delle complicanze. Il sistema sanitario deve garantire alla persona con diabete l’uso di metodi diagnostici e terapeutici appropriati, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Il diritto delle persone con diabete a vivere una vita sociale, educativa, lavorativa alla pari delle persone senza diabete deve essere considerato l’obiettivo primario delle azioni di governo. Occorre pertanto: - Sostenere la persona con diabete e i familiari nel superare gli ostacoli, i pregiudizi e le diffidenze attraverso l'impiego di strumenti informativi, formativi, educativi e sociali con la responsabilizzazione e il concorso attivo delle istituzioni, del sistema socio-sanitario, delle società scientifiche e delle associazioni di volontariato elle persone con diabete. - Aumentare la consapevolezza sociale nel mondo della scuola, in quello del lavoro, nei luoghi in cui si pratica attività sportiva, nelle strutture sanitarie e nelle organizzazioni sociali per evitare discriminazioni e preclusioni personali e professionali. - Istruire gli operatori socio-sanitari, gli insegnanti e gli istruttori sportivi e sensibilizzare i colleghi di lavoro su come prevenire, riconoscere e trattare le eventuali situazioni di urgenza. - Affermare che avere il diabete non preclude la possibilità di perseguire gli obiettivi personali, familiari, lavorativi, sportivi e sociali. - Garantire uniformità di accesso al sistema sanitario su tutto il territorio in modo - Sostenere e diffondere  il Manifesto dei diritti della persona con diabete - Promuovere in tutte le regioni l’identificazione dei soggetti a rischio per garantire una diagnosi precoce di intolleranza glucidica e di diabete mellito.

2. Dialogo medico-persona con diabete Per realizzare un'efficace gestione del diabete è indispensabile che il medico curante e il gruppo multidisciplinare di riferimento conoscano non solo gli aspetti biomedici ma anche quelli psicologici, relazionali e sociali della persona, le sue percezioni, le sue aspettative, i suoi bisogni, gli ostacoli ed integrino tali elementi nel piano assistenziale. Allo stesso modo deve essere garantito alla persona con diabete un contesto nel quale esprimere le proprie opinioni e riferire la propria condizione. Occorre pertanto: - Indurre gli operatori sanitari ad avere una vera e propria alleanza terapeutica con la persona con diabete e i familiari che comprenda: l’ascolto attivo, una comunicazione empatica, un dialogo aperto e la regolare verifica non solo dello stato di salute ma anche della qualità del servizio erogato. - Invitare gli operatori sanitari a sostenere la persona con diabete nell’acquisizione di una piena consapevolezza della propria condizione e della propria cura. - Analizzare le abitudini e le dinamiche individuali e familiari che possono favorire comportamenti a rischio. - Aumentare le possibilità di accesso e la disponibilità di contatti con operatori sanitari, attraverso mezzi di comunicazioni complementari, quali linee telefoniche e telematiche. - Facilitare quanto più possibile, la continuità di rapporto tra lo stesso gruppo multidisciplinare e la persona con diabete all’interno dei centri specialistici e verificare che ciò si realizzi anche attraverso la partecipazione civica.

3. Associazionismo responsabile L'associazionismo volontario no profit nel campo del diabete in Italia in passato ha contribuito a raggiungere traguardi di assoluto rilievo, come ad esempio la Dichiarazione di Saint Vincent e l’approvazione della legge di iniziativa popolare 115/87. Il raggiungimento di risultati legislativi e regolatori, a livello nazionale e locale, appare condizione qualificante dell'azione delle associazioni impegnate a promuovere il diabete quale priorità su cui agire. Appare altrettanto insostituibile il ruolo di collegamento esercitato dalle associazioni tra il sistema sanitario, le persone con diabete, i familiari e la società. Occorre pertanto: - Considerare l'associazionismo una risorsa e una componente importante nelle strategie di tutela della persona con diabete. - Facilitare la collaborazione tra le associazioni di volontariato delle persone con diabete e loro familiari, le organizzazioni civiche e i rappresentanti della comunità scientifica. - Prevedere la formazione certificata e l’accreditamento specifico delle associazioni di volontariato delle persone con diabete e loro familiari e delle associazioni civiche. - Facilitare l’inserimento di persone con diabete immigrate all’interno delle associazioni. - Considerare l’associazionismo e le organizzazioni civiche, attraverso persone formate allo scopo, quale parte attiva nei percorsi di informazione e formazione su diritti e tutela sociale delle persone con diabete. - Avvalersi della collaborazione delle associazioni di volontariato delle persone con diabete e loro familiari e delle organizzazioni civiche nelle attività di prevenzione del diabete. - Sostenere l'azione di volontariato attraverso strumenti legislativi e regolatori. - Definire un codice etico di autoregolamentazione e caratteristiche comuni che costituiscano un modello di riferimento per le associazioni. - Valorizzare nei colloqui tra operatore sanitario e persona con diabete e suoi familiari l’attività delle associazioni di volontariato delle persone con diabete, consigliando di partecipare alla vita associativa.  

Primo Congresso Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute

Montesilvano (Pescara), 27-28 ottobre 2012

 

Registri della salute

Un progetto di valutazione della prevalenza delle principali patologie degli anziani.

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